Dopo 19 anni, il 16 Settembre 2019 un caso di poliomielite è stato confermato nelle Filippine, dove una bambina di tre anni ha contratto la malattia. Il virus è stato riscontrato anche nei corsi d’acqua e in analisi condotte su liquami nei pressi di Manila.

Nonostante tutti gli sforzi a livello mondiale, dunque, la lotta alla polio è lontana dall’essere vinta.

“Siamo molto preoccupati che i poliovirus stiano circolando oggi nei pressi di Manila, Davao e Lanao del Sur” ha dichiarato il Dott. Rabindra Abeyasinghe, rappresentante della WHO nelle Filippine.

La lotta continua contro la poliomielite

Chi ha avuto la fortuna di nascere dalla parte giusta del mondo probabilmente non ha mai visto di persona un caso di polio. Anzi, forse nemmeno in foto. La memoria di quello che fu la polio negli anni ’50-’60 del secolo scorso, soprattutto in America, non è più così viva come un tempo.

Nell’immagine possiamo vedere una sala dedicata ai malati di polio negli anni ’50-’60 del secolo scorso.
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Dall’introduzione del vaccino messo a punto da Salk i casi di malattia sono stati abbattuti, in una delle più importanti vittorie della medicina moderna. In Italia oggi la vaccinazione contro la Poliomielite è inclusa nelle vaccinazioni obbligatorie consultabili sul sito del Ministero della Salute.

Purtroppo non in tutto il mondo le cose sono andate in questo modo e la sorte del poliovirus non è stato simile a quello del virus del vaiolo, malattia oggi considerata eradicata e presente solo in due laboratori di massima sicurezza.

In alcuni stati il virus della polio ha continuato il suo ciclo vitale, colpendo milioni di persone.

Nonostante lo sforzo ingente di organizzazioni come la WHO, UNICEF o gli sforzi della Bill and Melinda Gates Foudation, da anni attenta a questo importante problema sanitario, alcune situazioni non hanno permesso di eradicare il virus. Sono state soprattutto le guerre e le difficoltà nel vaccinare l’intera popolazione residente in Paesi in via di sviluppo a negare questa possibilità.

Il caso delle Filippine e l’importanza della copertura vaccinale

Appena un anno fa parlavamo di un analogo caso in Nuova Guinea. Si tratta di situazioni di interesse umanitario che palesano quanto sia fondamentale mantenere un’appropriata copertura vaccinale anche in luoghi dichiarati liberi dalla malattia. Le Filippine erano state dichiarate “polio free” ben 19 anni fa ma ciò non garantisce affatto che il virus non possa tornare.

Oggi nel mondo i focolai endemici sono particolarmente ridotti: Nigeria, Afghanistan e Pakistan su tutti. Purtroppo, però, numerosi bambini vengono ancora colpiti da questa malattia che, soprattutto in zone particolarmente povere, risulta come una condanna ed una sciagura per l’intera famiglia del malcapitato.

Nelle Filippine, negli ultimi anni, si è assistito ad un calo delle vaccinazioni contro la polio. Ciò ha pertanto consentito al virus di tornare a far paura: un’adeguata copertura, però, avrebbe messo al sicuro l’intera comunità.

Probabilmente alcuni potranno dire che sia stata proprio una vaccinazione a causare il caso: non è così. Perché un virus polio derivati da vaccino (VDPV) possa riacquistare la virulenza necessita di una popolazione ampiamente scoperta. Non è in alcun modo possibile che esso sia in grado di scatenare la patologia in una popolazione sana e vaccinata.

La poliomielite è una patologia che dovrà, prima o poi, essere dichiarata debellata. Non piacerà ai no vax, ma proprio la vaccinazione è l’unica strada per avere una popolazione resistente a questa infezione.

Fortunatamente in Italia abbiamo condizioni igienico-sanitarie e una copertura vaccinale tali da non permettere un’eventuale epidemia, ma non si può abbassare la guardia.

Fonti ed approfondimenti: 

PubMed;
UNICEF;
WHO.