Le trasfusioni di sangue sono state un passo avanti epocale nella medicina. Moltissime sono le situazioni che le richiedono ed innumerevoli sono le vite salvate grazie a questa pratica. Tuttavia, ci sono delle regole ferree da rispettare ed il minimo errore o disattenzione può avere esiti infausti.

È dei giorni scorsi la notizia di un grave errore in un ospedale lombardo: per un caso di omonimia, una donna ha ricevuto una trasfusione di sangue non compatibile con il suo organismo. Un errore banale, un esito gravissimo: la donna, infatti, non ce l’ha fatta.

Come si sceglie il sangue da trasfondere?

È arcinoto che il sangue non è uguale per tutti. Proprio per identificare i diversi tipi, il sistema più utilizzato è quello AB0 unito a quello Rh. Ognuno di noi dovrebbe essere a conoscenza del proprio gruppo sanguigno e, in alcuni Paesi, lo si trova anche sui documenti di identità.

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Secondo il sistema AB0 il sangue viene distinto nei comuni gruppi A+, B+, AB e 0 in base alla presenza di determinate proteine sulla superficie dei globuli rossi. Dal punto di vista genetico due sono i geni alla base di questa distinzione. Il gene H (il cui allele inattivo è il gene h), presente nella maggioranza della popolazione, produce un enzima che permette la formazione di una sostanza, detta sostanza H. I soggetti che hanno sul secondo gene l’allele A produrranno un enzima in grado di fissare una molecola di N-acetilgalattosamina alla sostanza H, dando origine alla sostanza A. Chi invece possiede l’allele B, presenta un enzima diverso ed in grado di unire una molecola di uno zucchero, il galattosio, alla sostanza H, originando la sostanza B.  Nel sangue di una persona di gruppo A ci saranno i globuli bianchi anti-B e viceversa.

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Altri individui non possiedono né l’allele A né quello B: questi sono quelli appartenenti al gruppo 0, che hanno la sostanza H immodificata ed anticorpi sia verso l’antigene A sia verso quello B.

L’ultimo gruppo è rappresentato da quelle persone che possiedono un allele A e un allele B: questi formeranno il gruppo AB, che non avranno anticorpi diretti contro i due antigeni (accettore universale).

Esiste poi una categoria molto rara di persone che possiede le due copie del gene H in forma inattiva (omozigote hh). Questi, non essendo in grado di formare la sostanza H saranno sempre apparentemente del gruppo 0, pur possedendo nel DNA le informazioni per gli enzimi di gruppo A o B (fenotipo Bombay, dal nome della città dove fu identificata tale condizione).

Il sistema Rh

Il sistema Rhesus (Rh), invece, è un sistema più complesso che si basa sulla presenza di tre antigeni sulla superficie dei globuli rossi, denominati DCE. Senza entrare troppo nei dettagli le persone Rh+ (l’85% della popolazione) presentano i tre antigeni, quelle Rh- mancano dell’antigene D.

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Il gruppo Rh è molto importante soprattutto nelle gravidanze: una madre Rh- che abbia una prima gravidanza Rh+ produrrà degli anticorpi che potrebbero danneggiare il feto, ma soprattutto che potrebbero portare enormi problemi in caso di seconda gravidanza Rh+.

Cosa succede se si trasfonde sangue sbagliato?

Le reazioni immunitarie di fronte ad una trasfusione errata possono essere diverse e nei casi peggiori si verificano delle reazioni emolitiche trasfusionali.

Nella maggior parte dei casi ad essere distrutti sono i globuli rossi del donatore e la gravità del quadro clinico dipenderà dalla quantità di emazie trasfuse. La sintomatologia è caratterizzata da nausea, brivido e febbre.

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Se per un grave errore si fanno trasfusioni di un gruppo AB0 sbagliato si verifica una lisi dei globuli rossi all’interno dei vasi sanguigni del ricevente. Il paziente riferirà immediatamente cefalea, dolori lombari, palpitazioni, nausea e vomito. Nei vasi del paziente inizia la formazione di coaguli che sarà seguita da emorragie importanti. Se l’emolisi è massiva si arriva allo shock irreversibile con insufficienza renale in grado di procurare la morte.

In casi molto più rari ad essere distrutti sono i globuli rossi della persona trasfusa. Questo può verificarsi quando nel sangue di gruppo 0 ci siano alti titoli di anticorpi anti A o anti B.

Di fronte ad una trasfusione errata si può intervenire?

Si può intervenire in caso di trasfusione errata, ma ad una condizione: bisogna accorgersi presto dell’errore incredibile che si è commesso. L’immediata sospensione della trasfuzione, insieme ad adeguate terapie mediche può riportare alla normalità la situazione. Le reazioni allergiche possono essere tenute sotto controllo con anti istaminici ed anti infiammatori o, in casi più severi, con cortisonici. L’emorragia che consegue alla coagulazione all’interno dei vasi può essere controllata con infusioni di eparina e elementi utili alla coagulazione.

Nel caso dello shock e dell’insufficienza renale acuta i trattamenti sono molto più complessi e richiedono un personale medico particolarmente esperto nella gestione di tali situazioni.

 

Fonti ed approfondimenti: