Si sta componendo un po’ alla votla il puzzle circa l’esplosione dello scorso 8 agosto, quello che il New York Times ha definito come il “peggior incidente nucleare dopo quello di Chernobyl“. 

L’episodio verificatosi nella base militare di Severodvinsk ha causato la morte di un numero ancora non ben definito di persone mentre una decina ne sono rimaste ferite. A destare preoccupazione sono stati i livelli di radiazioni rilevati e la notizia che i feriti, alcuni superstiti all’incidente, siano stati contaminati da Cesio-137.

Incidente nucleare in Russia: non un test ma un’operazione di recupero

Secondo il racconto della CNBC americana, che ha indicato come fonte l’intelligence USA, non si sarebbe tratto di un test bensì di unacomplicata missione di recupero andata male con l’obiettivo di “salvare” un nuovo modello di missile da crociera, lo Burevestnik, perduto in mare in occasione di un precedente test”.

Burevestnik
Una ricostruzione 3D del missile Burevestnik, crediti: SimplePlanes

Burevestnik, un’arma da recuperare

Il Burevestnik è un’arma sulla quale il Cremlino ha investito in maniera non indifferente ma che, ciò nonostante, avrebbe riscontrato non pochi problemi nella fase di sviluppo.

Per questa operazione, stando sempre alle informazioni dell’intelligence americana, sono state mobilitate tre navi, una delle quali predisposta per il trasporto e il trattamento di materiale nucleare, dal momento che il propulsore dell’ordigno è composto da un mini-reattore. L’operazione si è trasformata in un autentico disastro e si è verificata un’esplosione (per cause ancora da accertare) su una delle unità (coinvolgendo poi parti del missile).

Seguiranno aggiornamenti.

Foto: hs.fi